Salvare la trave senza sostituirla: l'arte del consolidamento strutturale
Quando il danno biologico ha eroso la sezione utile della trave, intervenire solo con anossia o microonde non basta. Consolidiamo con resine epossidiche caricate, protesi lignee, barre in fibra di vetro o acciaio inox per ripristinare la capacità portante mantenendo l'aspetto originale.
"Quando il legno è troppo compromesso, la resina epossidica restituisce capacità portante senza sostituire la trave originale."
Cosa è
Insieme di tecniche di restauro strutturale del legno che ripristinano resistenza meccanica e durabilità senza sostituire il pezzo originale.
• Iniezione di resine epossidiche caricate (con micro-sfere di vetro o farina di legno) nelle gallerie e nelle parti svuotate.
• Protesi lignee di legno nuovo della stessa specie, incollate con resine e fissate con barre.
• Beton-plaque ligneo: lastra di legno strutturale (LVL o lamellare) fissata sul lato superiore della trave per recuperare resistenza a flessione.
• Tirantatura con barre in fibra di vetro o acciaio inox quando serve recuperare resistenza a taglio.
Riferimenti
• UNI EN 1995-1-1 (Eurocodice 5) – progettazione strutture in legno.
• UNI 11161:2018 – legno strutturale antico.
• NTC 2018 – Norme Tecniche per le Costruzioni.
• Circ. Min. LL.PP. 21/01/2019 n. 7 – istruzioni applicative NTC.
Intervento sempre coordinato con strutturista abilitato che firma il progetto e la dichiarazione di idoneità statica post-intervento.
A chi serve
Case storiche con travi a vista pesantemente compromesse.
Agriturismi e B&B in fabbricati rurali con solai lignei ammalorati.
Edifici storici sotto vincolo (Soprintendenza richiede esplicitamente di non sostituire ma di consolidare).
Cantieri di restauro dove l'integrità del materiale originale è prioritaria.
Non adatto a travi con perdita di sezione > 60% (in quel caso valutare sostituzione).
Il nostro approccio
Fase 1 – Diagnosi strutturale con strutturista: ispezione visiva, sondaggi con resistografo (Resistograph), prelievo carotaggi se necessario, calcolo della capacità portante residua.
Fase 2 – Trattamento curativo (anossia, microonde o iniezioni) per fermare l'attività biologica.
Fase 3 – Consolidamento: scelta tecnica (resina, protesi, beton-plaque, tiranti) in base ai calcoli statici.
Fase 4 – Verifica post-intervento con prove di carico se richieste dal direttore lavori.
Fase 5 – Documentazione finale: relazione tecnica, calcoli statici, dichiarazione di idoneità statica firmata dallo strutturista.
Tempi tipici: 3-8 settimane di cantiere per un solaio di 50-100 m².
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